Picasso: L’artista e le sue muse

per mio tormento e forse per mia gioia, io dispongo le cose secondo le mie passioni

Pablo Picasso

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Pablo Picasso, Femme couchée lisant, 1939Musée Picasso, Paris ©

Tutti conoscono il nome di Pablo Picasso come quello dell’artista innovativo. Nelle sue innovazioni, prolificarono l’abilità e il fascino moderno della figura femminile che lo consacrarono come uno degli artisti più eccezionali del 20 ° secolo.

Le donne svolgono un ruolo essenziale nel padre del cubismo, donne con le quali esprime l’emozione, l’intuizione psicologica e il dramma dell’esistenza umana. Picasso era noto essere un donnaiolo, ma le storie dietro i volti delle sue opere sono considerevolmente meno note.

Questa articolo vuole parlare di Picasso e delle sue muse, vuole cerca di esplorare questo  aspetto sconosciuto, concentrandosi su sei donne che hanno giocato un ruolo indimenticabile nella vita e nell’opera di Picasso. Ogni amante può essere vista in correlazione con un momento diverso della sua espressione artistica costantemente in evoluzione, dal 1906 fino ai primi anni 1970, e con i loro ritratti creare un affascinante contrappunto alle loro storie individuali – a volte gioiose, a volte provocatorie, spesso tragiche nei loro epiloghi . Ma indipendentemente da questi epiloghi si vogliono porre in evidenza le storie delle donne dietro ai ritratti, prestando attenzione alle loro vite affascinanti e rintracciare miriade di modi in cui esse hanno plasmato la carriera dell’artista.

Qui, ve ne  presenteremo sei.

  • Fernande Olivier

La vita di Fernande Olivier, nata da Amélie Lang, è stata complicata fin dalle origini: nata fuori dal matrimonio, è il risultato di una relazione tormentanta tra la madre e un uomo sposato, cresciuta poi da una zia che ha cercato di costringerla a contrarre un matrimonio per convenienza. Determinata a controllare il proprio destino, fuggiv e sposò di nasconto un uomo. Matrimonio che durò fin quando lei lo lasciò all’età di 19 anni, cambiò nome e la fugì a Parigi per diventare la modella per un pittore, ed è li che incontrò Picasso.

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 Fernande Olivier e Picasso

La coppia iniziò la loro relazione “bohemien” nel 1904, molto prima dell’affermata notorietà che avrebbe poi circondato la figura di Picasso, e fin dall’inizio questa relazione fu alimentata dalla gelosia. A Fernande Olivier fu negato, da Picasso, di posare come modella per altri artisti, divenne oggetto di alcune opere di Picasso, posò per la creazione di Testa di donna (Fernande) (1909), Picasso fece due calchi in gesso della testa di Fernande Olivier, da cui ricavò  sedici opere di bronzo. La superficie piatta e piallata della scultura delineò un ruolo fondamentale nel suo sviluppo del cubismo di Picasso, catalizzando la consapevolezza che poteva riprodurre queste opere su tela dandone forme tridimensionali. Egli infatti rivelò questa intiuzione in seguito  nel suo capolavoro Les Demoiselles d’Avignon del 1907 è stata realizzata su ispirazione della sua musa Fernande Olivier.

La loro relazione tempestosa finì nel 1912 a causa della reciproca infedeltà, lasciando Fernande Olivier indigente e in grado di non permettersi più lo stile di vita a cui si era abituata con Pablo. Quando Picasso era al culmine del suo successo, Fernande Olivier iniziò a scrivere un libro di memorie sulla loro relazione, la pubblicazione avvenne in una serie di articoli e racconti nel quotidiano belga Le Soir. Visto allora come lo scandalo del 19 ° secolo gli avvocati di Picasso fermarono la sesta edizione, offrendole una consistente somma di denaro in cambio della sospensione delle pubblicazioni. Questa memoria fu diffusa integralmente solo nel 1988, quando entrambi Fernande Olivier e Pablo Picasso erano morti.

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Pablo Picasso, Femme au collier jaune, 31 maggio 1946 Collezione privata ©

  • Olga Khokhlova

Olga Khokhlova era un aristocratica ballerina russa facente parte della compagnia di danza di Sergei Diaghilev, il Ballet Russes. Incontrò Picasso che allora aveva 36 anni in occasione di una collaborazione con lo stesso Diaghilev, già allora Pablo era tristemente noto per le sue conquiste femmilini. Si innamorarono e si sposarono nel luglio 1918, in quello stesso anno,  sia per confermare e conscrare il suo impegno sentimentale sia per placare i dubbi della sua madre spagnola, Picasso dipinse Olga Khokhlova mentre indossa il tradizionele velo spagnolo la ‘mantiglia’.

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Olga Khokhlova

Nel corso della loro relazione, lo sviluppo artistico di Picasso progredì a un nuovo livello di sperimentazione, fondendo forme cubista con approcci più classici e realistici, e in questo periodo che iniziò a sperimentare con la fotografia. L’esperienza di Olga Khokhlova in posa per i manifesti promozionali per la compagnia di ballo fece di lei una modella ideale.

Il loro figlio, Paolo, naque nel 1921, e da li Picasso iniziò ad esplorare sfera femminile della maternità, della vita domestica e della femminilità che ne consegue realizzando fotografie ed incisioni che raffigurano Olga Khokhlova come una musa materna.

Per la posizione di classe che rivestiva Olga Khokhlova, la coppia partecipò a diverse vacanze con altri ricchi personaggi socialisti. Nel 1927,  Picasso iniziò una relazione con Marie-Thérèse Walter, un rapporto che è stato nascosto a Olga Khokhlova fino quando Marie-Thérèse Walter non rimase incinta nel 1935. Separata da Picasso e si trasferisce a sud della Francia. Per tutto il resto della sua vita, Olga Khokhlova conservò migliaia di fotografie e negativi  dei suoi 18 anni di matrimonio insieme con l’artista. Minuziosamente datate e annotate raccontano la storia struggente di una famiglia unica, questa raccolta rappresenta e racconta uno dei più importanti periodi della vita di Picasso.

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Pablo Picasso, bagnante femminile con le braccia alzate 1929 Dono della Allen-Bradley Company di Milwaukee ©

  • Marie-Thérèse Walter

Marie-Thérèse Walter aveva 17 anni e Picasso 45 quando si incontrarono, lui la fermò mentre stava uscendo dal grande magazzino parigino, Galeries Lafayette, dicendole: “Hai un viso interessante. Vorrei creare un ritratto di voi. Sento che possiamo fare grandi cose insieme. Io sono Picasso.” Si racconta che le proporzioni di Marie-Thérèse e i suoi lineamente corrispondevano esattamente alla  forma ideale di donna che Picasso aveva sempre immaginato, e che aveva immaginariamente raffigurato nelle sue opere per due anni precedenti all’incontro con Marie-Thérèse Walter. Da lì, iniziò subito la relazione con Picasso, che raffigurò cripticamente la loro relazione nei ritratti, inscrivendo e descrivendo il loro rapporto, nelle sue opere, con la lettera P intrecciata ad una lettera  M e una T – un codice romantica ed engimatico. Nel 1930, l’anno in  cui  Marie-Thérèse Walter compie 21 anni, le sue caratteristiche fisiche ormai sono riconoscibilissime – profilo classico, capelli biondi, le curve sinuose – cominciarono ad apparire senza camuffamenti in tutte le opere di Picasso,  Marie-Thérèse era onnipresente nella pittura, nel disegno, nella scultura e nelle incisioni, dell’artista. Picasso spesso la dipinse seduta, sdraiata, addormentata, insieme a combinazioni cromatiche che esprimono sentimenti politici, erotici e lirici. I dipinti di Marie-Thérèse Walter sono stati infusi con connotazioni celesti, spesso integrati con i simboli lunari dove lei viene mostrata come una dea dell’amore e della fertilità, simbolo di pace celeste.

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Marie-Thérèse Walter 1928

 

La loro figlia Maya nacque nel settembre del 1935, momento in cui Picasso iniziò una nuova relazione con la nuova fiamma Dora Maar,  questo ovviamente segna la fine della sua relazione clandestina con  Marie-Thérèse Walter. L’artista ha vissuto a stretto contatto con Marie-Thérèse Walter per tutto il periodo della relazione con Dora Maar, ma come successe con Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter rivestì il ruolo dell’amante privato, e Dora Maar il ruolo pubblico. Dal 1944 in poi Marie-Thérèse Walter, sparì anche dalle sue opere. Nel 1977, quattro anni dopo la morte di Picasso, Marie-Thérèse Walter muore tragicamente suicida, impiccatasi nel garage della sua casa nel sud della Francia.

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Pablo Picasso, Busto di donna (Dora Maar) 1938 Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, regalo di Joseph H. Hirshhorn 1966 ©

  • Dora Maar

La presenza di Dora Maar nella vita di Picasso ha lasciato un segno indelebile sul suo lavoro ha prodotto innumerevoli opere collocabili nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale. Lei era famosa fotografa surrealista, condivideva un monolocale con Brassaï, ed è era attivamente impegnata con l’estrema sinistra e con la politica europea anti-fascista. Secondo quel che si racconta, Picasso e Dora Maar si sono incontrati per la prima volta al caffè parigino Les Deux Magots, nella primavera del 1936, Dora Maar stava giocando ad gioco rischioso quello di pugnalare con un coltello una sagoma tra le dita guantate. Dora Maar tagliò un dito e Picasso tenne il guanto insanguinato come souvenir.

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Se Picasso aveva trovato  Marie-Thérèse Walter dolce e passiva, Dora Maar al contrario era intellettualmente ed emotivamente stimolante. La rappresentò attraverso immagini tortuose, decostruite dalle forme angolari e dai colori acidi. Insieme hanno studiato la stampa con Man Ray, e sperimentato nuove tecniche, che conciliavano pittura e  fotografia. L’inizio della loro relazione ha coinciso con la dichiarazione di guerra civile in Spagna, l’iconografia angosciante testimonia il clima politico del periodo. Il famoso Donna che piange (1937)

Weeping Woman 1937 by Pablo Picasso 1881-1973

Donna che piange (1937)  Pablo Picasso 1881-1973

era una risposta diretta alla ascesa del fascismo, in un totale di dieci dipinti e 25 disegni di Dora Maar viene raffigurata come la ‘donna piangente’. Dora  Maar partecipò alla realizzazione di parti del più famoso dipinto di guerra di Picasso, la Guernica (1937), che documenta appunto l’evoluzione di Picasso attraverso lo studio della pittura attraverso la sua fotografia.

La gelosia di Dora Maar in merito alla relazione di Pablo con Marie-Thérèse Walter, favorì l’evolversi della realzione tra Picasso e Françoise Gilot, relazione che portò alla rottura definitiva del rapporto con Dora. Dopo la loro separazione nel 1946 Dora ebbe un esaurimento nervoso ed venne ricoverata in una clinica privata sotto la cura dello psichiatra Jacques Lacan . Dopo la psicoanalisi, Dora Maar aveva trovato conforto nel cattolicesimo romano, da cui deriva la sua sua famosa dichiarazione “Dopo Picasso, solo Dio.” Morì nel 1997, sopravvivendo 24 anni dopo la morte di Picasso.

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Pablo Picasso, Weeping Woman 1937 National Gallery of Canada, Ottawa ©

  • Françoise Gilot

Nel 1943, Picasso incontra Françoise Gilot, una collega pittrice, di 21 anni,  era di 40 anni più giovane di lui. Dopo tre anni insieme supplicò Picasso di andare a vivere con lei – era la prima volta che aveva vissuto con un amante da quando finì il suo matrimonio con Olga Khokhlova – la coppia si trasferisce a una fabbrica di profumi in disuso a Vallauris.

Picasso non dipinse mai Françoise Gilot attraverso ritratti realistici, preferì invece utilizzare elementi vegetali della natura per descriverla attraverso lo stelo del fiore, per esempio. Da questa relazione nacque un figlio, Claude, nel 1947, al quale seguì la nascita di una bimba Paloma nel 1949. Nonostante le diverse concessioni artistiche alla sua affiliazione con il partito comunista, la maggior parte dei quadri di Picasso da questo momento in poi si sono concentrate sulla vita familiare. Col passare del tempo, Françoise Gilot rimase dedicata alla sua arte e anche se lei è descritta come madre affettuosa, in una serie di quadri di famiglia di Picasso la ritraggono distratta e lontana dai bambini che giocano ai suoi piedi.

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A differenza delle altre muse, la psiche interiore di Françoise Gilot è ritenuto inaccessibile a Picasso cosi come alla sua pittura. Era inverosimilmente testarda, e nel 1953 lasciò Picasso, si trasferisce con i bambini per tornare a Parigi. 11 anni dopo, nel 1964,  pubblicò Vita con Picasso, un libro di memorie dove racconta del loro tempo insieme;  il libro è stato un enorme successo, a dispetto della lite legale, senza successo,  che Picasso intentò per fermarne la sua pubblicazione. Furioso e tradito nell’orgoglio da Françoise Gilot, Picasso si rifiutò di vedere i figli Claude o Paloma, che non incontò mai più.

Françoise Gilot si trasferisce in America per cercare di sfuggire all’influenza di Picasso. Nel 1970, sposò Jonas Salk, lo scienziato che ha inventato il primo vaccino contro la poliomielite, e rimase con lui fino alla sua morte nel 1995. Ora ha 94, Françoise Gilot ha goduto di una carriera pittorica fruttuosa, nonché la pubblicazione di numerosi libri e articoli, e lavorando come insegnante.

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Pablo Picasso, Femme Assise 1947 Yale University Art Gallery, Katherine Ordway Collection ©

  • Jacqueline Roque

Nel 1953, Picasso ha incontrò Jacqueline Roque che stava lavorando in un negozio di ceramiche a Vallauris. Lei aveva 26 anni e Picasso 71. Si racconta che la corteggiò disegnando con del gesso una colomba sulla sua casa e portandole una rosa al giorno fino a quando lei non accettò di uscire con lui. Si sono sposati dopo che Olga Khokhlova morì, nel 1961 e rimase insieme a lui per il resto della vita dell’artista. Nel corso di questo capitolo finale, Picasso produce un straordinaria varietà e numero di opere, molte delle quali hanno lasciato perplessi i critici. acqueline Roque è stata molto usata da Picasso come modella e musa, ma spesso il suo volto, nelle opere, non è riconoscibile; l’interesse in quel periodo di Picasso nell’estetica dell’arte africana e la potente forza nell’immaginario dell’artista mantiene distante la raffigurazione della sua musa dalla realtà trasformando l’identità di Jacqueline Roque come individuo secondario alla figura astratta rappresentate nelle sue opere.

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Jacqueline Roque Fotografia da Douglas Duncan

Picasso ha continuato a lavorare senza sosta negli ultimi anni di vita in modo ansioso e ossessivo, spesso ripetendo gli stessi stili e soggetti. Le sue rappresentazioni di Jacqueline Roque sono innumerevoli, forse a compensare il numero di opere realizzate su Dora Maar. Nel 1963, dipinse il suo ritratto 160 volte, e ha continuato a dipingerla, in forme sempre più astratte, fino al 1972.

Con la comprensione del concetto di ‘modella-musa’ sia come figura che come concetto, i quadri di Picasso hanno cercato di superare le particolarità della loro costruzione culturale come rappresentazioni della storia dell’arte. Jacqueline Roque si prese cura di Picasso fino alla sua morte nel 1973, combattendo contro Francoise Gilot e i suoi figli, impedendogli addirittura di partecipare al funerale. Alla fine, Francoise Gilot e Jacqueline Roque ottennerò comunque l’istituzione del Musée Picasso di Parigi.

Jacqueline Roque si uccise nel 1986.

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Pablo Picasso, Nu assis dans un fauteuil (II), 1963Private collection, Courtesy of Halcyon Gallery ©

 

Elena Raimondo

 © Riproduzione riservata

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